La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 9 maggio 2017

Protagonismi politici «fuori dal seminato»

di Alessandra Pigliaru 
Il numero 44 (maggio-giugno) del bimestrale diretto da Fausto Bertinotti, «Alternative per il socialismo» porta un titolo tanto emblematico quanto eloquente: «Fuori dal seminato». I temi affrontati vanno dalle proposte concernenti il reddito di cittadinanza e la riduzione dell’orario di lavoro, all’Europa e ancora il «divorzio operaio della sinistra», i dilemmi di Podemos e molto altro. Insieme a questi argomenti, un posto congruo è dedicato alle manifestazioni femministe che si sono svolte in Italia e nel mondo – nella loro comprensione e interpretazione alla prova delle molte pratiche politiche e posizioni teoriche.
L’APPROFONDIMENTO, in calce alla rivista, è corposo e ospita alcuni interventi. Se molti sono i punti che meriterebbero di essere sviscerati, più che bilanci su quanto accaduto si devono fare i conti con le molte domande che restano. È propizio interrogarsi, tessere, fare ordine e ancora interrogarsi perché il lavoro politico delle donne è stato anche questa volta di notevole entità. E siccome siamo ancora in quel processo di accadimento più che risposte o posizioni apodittiche è preferibile attendere, lottare, e ancora sostenere e di nuovo attendere. In questa direzione, l’intervento di Bianca Pomeranzi si concentra sull’ambizione e il desiderio delle donne per la politica, dalla Czarny Protest polacca al movimento di Ni una menos in Argentina, fino alla Women’s March statunitense e al recente otto marzo.
SEMPRE SULL’ESPERIENZA polacca è il secondo contributo di Zuzanna Krasnopolska che dettaglia maggiormente la cosiddetta «rivoluzione degli ombrelli», del 3 ottobre del 2016 per rivendicare il diritto all’autoderminazione in tema di aborto. Giorgia Serughetti spiega bene cosa si intenda per «intersezionalità» e come si passi dai margini al centro e non viceversa. Eccellente, come sempre, l’analisi di Cristina Morini su sciopero e riproduzione sociale, tra biopolitica e precarizzazione. Chiude Lorenzo Zamponi con la lezione italiana appresa da Non Una di Meno.

Fonte: Il manifesto 

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