La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

domenica 14 maggio 2017

Primo: il diritto alla salute. Intervista a Alessandro Pace

Intervista a Alessandro Pace di Alessandra Longo
Come si fa a "scegliere" tra due valori in gioco? È un po' questo il dilemma su vaccini- istruzione di cui si parla in queste ore. Se vaccinarsi diventa, come sembra, obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado, chi si sottrae alla legge teoricamente non dovrebbe essere ammesso in classe. E qui, come ricorda la ministra Valeria Fedeli, scatta un altro diritto garantito dalla Costituzione, quello all'istruzione, che verrebbe messo in secondo piano. Alessandro Pace, costituzionalista, presidente dei Comitati per il No, spiega come si può sciogliere l'apparente conflitto.
Professore, salute "contro" istruzione. Come se ne esce?
"Guardi io riterrei prevalente il diritto alla salute, la tutela del vaccino obbligatorio, rispetto al diritto all'istruzione. Se lei legge attentamente l'articolo 32 della Costituzione parla chiarissimo: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce le cure agli indigenti... Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge...". Questo significa che, se c'è la legge, i vaccini diventano obbligatori. La salute è interesse della collettività. Ed è un interesse a mio avviso prevalente rispetto al diritto costituzionale dell'individuo all'istruzione".
Diciamo che passi la legge. Una coppia di genitori decide di non vaccinare il proprio figlio che si presenta regolarmente con il suo zaino a scuola. In teoria gli dovrebbero dire: tu non entri, torna a casa. La famiglia cosa può fare?
"Può contestare la legge. Il giudice può sollevare la questione di costituzionalità davanti alla Corte. Diritto individuale allo studio contro interesse generale alla salute. C'è in questa cornice una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 258 del 1994, sull'obbligatorietà dei vaccini (in relazione all'epatite). La sentenza non contesta l'obbligatorietà dei vaccini, alla luce delle conoscenze mediche, ma è un monito al futuro legislatore affinché accerti, per le varie malattie, i possibili rischi di complicanza".
Comunque obbligatorietà prima di tutto. 
"Assolutamente sì". 
I suoi nipoti sono vaccinati?
"Tutti".
In definitiva pensa che ci possa essere un punto di incontro tra i due diritti?
"No, penso di no".

Fonte: La Repubblica 

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