La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 9 maggio 2017

Non ha vinto l'Europa, ma la Paneuropa. Intervista a Giulio Sapelli

Intervista a Giulio Sapelli di Americo Mascarucci
Emmanuel Macron è il nuovo presidente della Francia e la maggioranza degli analisti ha evidenziato come la sua vittoria porti ad un rafforzamento dell'Europa. Ma è davvero così? E soprattutto, Macron può davvero cantare vittoria nel momento in cui dai risultati elettorali emerge la totale disaffezione dei giovani verso la politica? Proprio i giovani sono stati i grandi assenti di queste presidenziali francesi, andando ad ingrossare le fila dell'astensionismo. Nessuno dei candidati ha saputo intercettare il consenso dei giovani, mentre appare chiaro a tutti come il successo del candidato centrista sia stato determinato anche dall'apporto degli immigrati. E allora che tipo di Francia e di Europa si prospetta? Lo abbiamo chiesto all'economista Giulio Sapelli.
Con Macron dunque, ha vinto l'Europa?
"No, come evidenzia oggi il Financial Times è il risultato di una serie infinita di fortune e di allineamenti di tante stelle volanti. Ha vinto il caso. Oggi tutti dicono che ha vinto l'Europa ma non è così perché Macron è il prodotto di una lunga serie di eventi fortuiti, inattesi e provocati. Primo fra tutti l'azzoppamento di Fillon per via giudiziaria. Se non ci fossero state le inchieste giudiziarie avrebbe vinto Fillon e questo è evidente. Poi c'è stato il disfacimento dei partiti tradizionali che in realtà ha riguardato soltanto il Partito Socialista visto che i Repubblicani sono vivi e vegeti così come si è andata affermando una grande forza a sinistra rappresentata da Melenchon. Per un Paese in cui il rapporto fra Stato e periferie è gestito dai prefetti anziché dai partiti, lo spappolamento e la ricreazione dei grandi partiti è all'ordine del giorno. Certamente ha vinto un candidato che sotto la piramide voluta da Mitterand, chiaro simbolo massonico, ha detto che vuole stare in Europa avviandosi al podio con l'Inno alla Gioia".
A proposito di simboli massonici. La scelta della piramide è stata casuale oppure va interpretata come un segno di appartanenza?
"Macron seppur criticato da sinistra dal Grande Oriente di Francia il cui Gran Maestro ha avuto quasi parole di dispezzo verso di lui, ha ottenuto l'appoggio di tante altre potenti lobby iniziatiche che stanno con lui e che hanno lottato strenuamente perchè l'Europa non vada in frantumi. Perché, se l'Europa andasse in frantumi, anche il grande disegno iniziato nel 1922 con la Paneuropa andrebbe all'aria con un'Europa gestita democraticamente e non tecnocraticamente". 
Emerge la grande disaffezione dei giovani che hanno disertato in massa le urne. Come mai nessuno dei due candidati è stato in grado di intercettare il consenso dei millennials? 
"Anche la Francia ha una disoccupazione giovanile molto alta. Mentre da noi in Italia i giovani votano meno ma sono pochi, in Francia dove la politica demografica è fra le più avanzate al mondo i giovani sono tanti. La grande disaffezione dei giovani è trasversale, sia contro la destra che contro la sinistra. Aspetto i giornali francesi che forniscano i dati ufficiali dipartimento per dipartimento ma sono convinto che anche fra gli operai, che al 70% hanno votato per Marine Le Pen, molti giovani sono rimasti a casa. Il fatto che la disaffezione dei giovani al voto sia così elevata spiega forse perché Macron nell'ultimo discorso ha citato molto parole come speranza e audacia".
Poi c'è il voto degli immigrati che invece sarebbe stato massiccio e a favore di Macron. Gli immigrati quindi sono quelli che sempre più determineranno le sorti dell'Europa?
"Questo è molto positivo perché l'islamofobia non è il vero problema. Certo ci sono le banlieue, ci sono zone franche ma il tasso di integrazione in Francia è molto alto. Poi è chiaro che gli immigrati hanno votato per Macron per impedire la vittoria dell'estrema destra. Questo mi pare evidente".
Altro dato interessante è dato dal fatto che per la prima volta non si è visto un divario fra ricchi e poveri come se la visione cosmopolitica abbia finto per unire tutti. E' così?
"Bisogna aspettare. C'è un voto interclassista tanto per la Le Pen che per Macron anche se in un Paese in cui l'apparato pubblico è molto forte e un funzionario della pubblica amministrazione guadagna il doppio di un operaio, il fatto che gli operai abbiano votato in massa per la Le Pen vuol pure dire qualcosa". 
In conclusione come sarà l'Europa ora che Macron ha vinto?
"Non cambierà nulla, si rafforzerà l'asse franco-tedesco, con la Francia che si dedicherà maggiormente all'Africa e manterrà una spiccata autonomia dalla Nato. Nella Ue non succederà nulla di rilevante anche perché in Germania, nonostante le illusioni che molti si erano fatti su Schulz, Angela Merkel vincerà alla grande le prossime elezioni".

Fonte: IntelligoNews 

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