La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

domenica 28 maggio 2017

Il partito unico? Una velleità. Insieme, tutti, su 10 obiettivi

di Paolo Cento
L’accelerazione sulla legge elettorale torna a rendere concreta l’ipotesi di un voto anticipato in autunno. E comunque, finita la campagna elettorale per i sindaci, tutte le azioni politiche avranno come obiettivo quello di predisporre il campo di battaglia su quello che sarà la prossima legislatura. Le primarie del Pd e il nuovo corso (si fa per dire) della segreteria Renzi chiariscono una volta di più che il centrosinistra è un ciclo chiuso per questa fase politica, economica e sociale del paese e il generoso tentativo di rianimarlo in chiave di un nuovo Ulivo appare impossibile da realizzare per la collocazione strutturale di quello che una volta era l’architrave di questa proposta politica.
Il voto referendario del 4 dicembre ha aperto una contraddizione democratica e popolare nella narrazione renziana che però ancora oggi a distanza di mesi fatica a trovare uno spazio politico e a condizionare le forme della rappresentanza. La crisi sociale e ambientale del paese rimane profonda e la prossima legge di stabilità, soprattutto se verrà fatta dopo le elezioni in autunno, si preannuncia ancora una volta dura e regressiva.
Le forze politiche a sinistra del Pd stanno riorganizzando il proprio campo. Ma nella prospettiva elettorale rimangano insufficienti a fare quella massa critica utile a ridisegnare una nuova qualità della rappresentanza. Sinistra italiana, Art.1, Campo progressista, Prc, Altraeuropa, Verdi si mettano a disposizione di questa proposta per allargare lo spazio pubblico e coinvolgere i tanti che vogliono partecipare e decidere insieme.
Per questo bisogna mettere subito in campo una proposta politica ed elettorale chiara abbandonando la velleità di un partito unico: una lista unica delle sinistre concorrente e autonoma dal Pd capace di coinvolgere nei processi decisionali programmatici e delle candidature le forze e i movimenti politici, le personalità che hanno attivato i comitati referendari, le tante liste territoriali che stanno animando le amministrazioni comunali e questa tornata elettorale del prossimo 11 giugno.
Una lista elettorale di scopo per le prossime elezioni politiche su dieci obiettivi programmatici vincolanti per gli eletti, dal reddito al lavoro, dalla riconversione ecologica alle energie pulite da sottoporre subito ad una consultazione orizzontale.
Una lista aperta capace di avere un profilo di sinistra ed ecologista e di proporre un patto democratico e costituzionale agli elettori per sfidare la morsa a tenaglia del populismo e sovranismo etnico.
Dobbiamo fare presto e bene.

Fonte: Il manifesto 

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