La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 9 maggio 2017

Francia. Un voto di conservazione e continuità. Intervista a Massimo Cacciari

Intervista a Massimo Cacciari di Andrea de Angelis
In Francia Emmanuel Macron ha ottenuto il 66% dei voti al secondo turno, diventando così il nuovo Presidente della Repubblica. Il più giovane di sempre all’Eliseo. Annientata Marine Le Pen, capace di prendere il voto di un francese su tre. Tutto come previsto? Secondo Massimo Cacciari sì. Il noto filosofo spiega  il perché della vittoria di Macron, sottolineando come Le Pen sia stata “più nazionalista che populista”. Si è poi analizzato il significato dell’astensionismo dei giovani, nonché il record di schede bianche che – secondo Cacciari – dimostrano come “un elettore di centrosinistra” abbia difficoltà a votare “un banchiere”.
Dopo il risultato in Francia, sembra che il sogno cosmpolita coinvolga sia i ricchi che i poveri. Condivide questa analisi?
“Sì, l’ho detto tante volte nelle scorse settimane. Questo è un voto di conservazione e di continuità. La situazione è talmente grave e i pericoli che incombono sono talmente tanti che è logico vedere una reazione dell’opinione pubblica in questo senso. In una situazione di crisi che si fa, si aggiunge casino al casino con Le Pen? Dalla Francia arriva un segno di conservazione che dà un po’ di respiro all’Europa. Se useranno questo tempo per riformare le istituzioni europee bene, altrimenti sarà soltanto ritardata la catastrofe”.
Al secondo turno è crollata la percentuale dei giovani che si sono recati alle urne. Questo che cosa indica?
“Da un lato indica che il risultato era scontato. Poteva essere il 65%, il 60% o il 59%, ma che vi fosse quel distacco era ormai chiaro. Le Pen ha sbagliato campagna, non è riuscita a fare veramente la populista. Ha fatto soltanto la nazionalista, il che non funziona”.
Cosa mancava?
“Tutta la parte di politiche sociali, quindi non poteva catturare alcun voto al di fuori del bacino della destra. Le Pen ha sbagliato tutto, insomma non c’era partita. In questa fase chi è in crisi non va in cerca di ulteriori avventure”.
Tornando ai giovani?
“I giovani erano disinteressati a questo tipo di contesa, giustamente sono rimasti a casa”.
Gli immigrati hanno votato in massa Macron, passerà alla storia questa scelta?
“Non passerà alla storia niente, sono tutte cose scontatissime. Chiaramente molti immigrati temevano Le Pen. Come se si andasse a votare oggi per la Brexit, stravincerebbero i contrari”.
C’è stato un record, quello delle schede bianche a doppia cifra. Come commenta?
“Persone che ritenevano fosse giusto andare a votare per dare un segnale di disaffezione rispetto ad entrambi i partecipanti. Per un elettore di centrosinistra votare il banchiere non è che sia il massimo del godimento…”.

Fonte: IntelligoNews 

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