La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

domenica 7 maggio 2017

Dal tramonto all’alba. Il delirio dei gunners de noantri

di Dante Barontini 
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei… Vecchio detto popolare, ormai quasi dimenticato, che traduceva il ben più antico asinus asinum fricat. E se vai con Angelino Alfano “la risposta è dentro di te…”, sentenzia Quelo. Frutto del solito osceno compromesso tra “securitari” di diversa estrazione, la nuova legge approvata ieri alla Camera, che modifica le norme sulla cosiddetta legittima difesa, è un aborto sia politico che giuridico. La merda reazionaria è così tanta che neanche la “narrazione” renziana riesce – stavolta – a corpirne le vergogne.
Sul piano politico contingente c’è ben poco da aggiungere a quanto detto sul decreto Minniti a proposito di “decoro urbano”. Anche questa legge sembra voler rispondere a un “allarme sociale” suscitato e manipolato ad arte dal sistema mediatico più infame d’Occidente, produttore di fake news in quantità industriale su qualsiasi tema d’interesse dei gruppi dominanti.
La vera differenza con il decreto Minniti è che qui si privatizza buona parte del “problema della sicurezza”, concedendo ai singoli cittadini di farsi giustizia da sé in tema di “difesa della proprietà”. E’ fin troppo chiaro, infatti, che si cerca di accontentare un fascia di ceto medio proprietario che sente l’impoverimento progressivo, ma non riesce a capirne nè le ragioni né, tantomeno, le possibili soluzioni. Gente che ha realizzato il sogno della sua vita – si è fatta la villetta nell’hinterland metropolitano, una bella macchina e qualche gioiello – e avverte che tutto questo è avvolto dalla precarietà più totale. Dargli il permesso – tutto psicologico – di premere il grilletto quando si sente in pericolo può produrre consenso politico a breve, anche a costo di creare qualche vittime di più. Sia tra i ladri che tra i proprietari, ovviamente (anche se a rischiare di più saranno soprattutto i vicini di casa), perché una volta innalzato il livello della violenza “accettabile” fino all’omicidio, non è affatto detto che non ci sia un eguale innalzamento anche dall’altra parte, visto che nessuno ha una vita di riserva. Senza neanche mettersi qui a ricordare che furti e rapine in casa (o al negozio) colpiscono una frazione infinitesimale della cittadinanza (molto al di sotto dell'1%), mentre la sensazione di poter fare uso più facilmente delle armi riguarderà inevitabilmente tutta la popolazione.
Perché diciamo – e non solo noi – che “si privatizza” la difesa? Perché lo Stato moderno è nato anche per eliminare la “guerra di tutti contro tutti”, la pratica della vendetta (individuale o familiare, come accade nelle faide). Per riuscire nello scopo, lo Stato “assume su di sé sia la colpa che la punizione”, provvedendo acolpire “il colpevole” (con un sistema penale, giudiziario e carcerario appositi) e vietando alla vittima di procedere per conto proprio. E’ lo Stato dunque a svolgere le indagini, formulare l’accusa e determinare –con processo condotto da un giudice diverso da quello che ha indagato – quale sia la punizione proporzionata per ogni tipo di reato, sottraendola alla determinazione individuale e soggettiva (banalmente: la vittima potrebbe volere la pena di morte anche per il furto di una bicicletta…). Tant’è vero che la parte della vittima nel processo è quella di “parte civile”, autorizzata a chiedere una condanna e un risarcimento, che non spetta però a lei determinare.
Si dirà: va bene, ma che c’entra questo con la “legittima difesa”? Nella legislazione attuale chiunque è autorizzato a difendere il proprio corpo e le proprie cose dalla violenza o dal furto altrui. L’unica limitazione consiste nella “proporzionalità”. Nell'esempio fatto, non puoi sparare a qualcuno che sta scappando dopo averti preso la bicicletta..
Dal punto di vista dei princìpi teorici, chi ha scritto questo disegno di legge (che dovrà ora passare l’esame del Senato) nega di voler abbandonare il principio della proporzionalità. Forse per pura vigliaccheria intellettuale, introduce invece un principio di indeterminatezza assoluto: se sei stato “turbato” da un’irruzione nella tua abitazione (laboratorio, capannone, negozio, ecc) puoi sparare e uccidere senza timore di essere condanato per omicidio volontario.
Dov’è l’escamotage? Semplice: come si fa a decidere quanto uno è stato turbato? E’ un’autodichiarazione, fatta a mente fredda, dopo aver sparato. E non c’è avvocaticchio di paese che non abbia già provato a tirar fuori questo argomento in ogni caso di “eccesso colposo di legittima difesa”. Solo che prima di questa legge il giudice doveva verificare se quel “turbamento” era reale o inventato, desumendolo dai rilievi della polizia scientifica (se il ladro ha ricevuto quattro pallottole nella schiena, sparate da venti metri, a 200 metri dall’abitazione, è presumibile che ci sia stata molta intenzionalità e non uno “sconcerto momentaneo”…) o da eventuali testimonianze. Ora, invece, basterà appellarsi al “turbamento”.
Si potrebbe ironizzare a lungo su molte delle formulazioni usate nel testo di legge per giustificare questa “innovazione”. Per esempio: la colpa dell’agente è sempre esclusa quando l’errore è conseguenza del grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”. A rigor di logica, anche il licenziamento potrebbe essere considerato “un pericolo attuale per la vita”, ecc. Non riceverai più un salario, hai un mutuo da pagare, figli da mantenere, non puoi “riciclarti” in altre professioni… E infatti molta gente si suicida, per questo. Segno che il “turbamento” è stato veramente sconvolgente, ancorché la “reazione” venga rivolta contro se stessi. Ma nulla può escludere che in qualche caso a rimetterci le penne sia l’autore del licenziamento (padrone, amministratore delegato, ecc), come testimoniano diversi casi di omicidio-suicidio in diversi paesi (a partire naturalmente da quelli in cui l’uso delle armi è cultura di massa, come negli Usa).
Gli sfottò si sono però naturalmente concentrati su un’altra idiozia contenuta nel testo: tutti i ragionamenti fatti sopra valgono se “la reazione” viene messa in atto “di notte”. Come se il buio dei cervelli che hanno lavorato su questa legge potesse essere lacerato soltanto dalla fiammata di uno sparo.
Ci dovrebbe lavorare su Quentin Tarantino… Forse ne tirerebbe fuori un sequel.

Fonte: contropiano.org 

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