La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

domenica 7 maggio 2017

Cinque colossi digitali, il Quinto Stato del mondo

di Enrico Pedemonte 
Negli ultimi giorni i quotidiani di mezzo mondo hanno pubblicato articoli allarmati sulla necessità di porre un freno alla crescita dei colossi digitali, e la parola “monopolio” è risuonata forte sul web, come finora non era mai accaduto. Ma prima di entrare nel merito di questa vicenda, che pagina99 segue da tempo con particolare enfasi, vorrei fare una premessa. Sto scrivendo questo articolo su un MacBook Air della Apple, con il quale poche ore fa ho acquistato un libro su Amazon, ho aperto la mia pagina Facebook (di cui sono un frequentatore poco attivo) e ho compulsato Twitter mentre mi accingo a collegarmi a Netflix per godermi la settima puntata della serie Narcos (a chi non lo avesse visto, glielo consiglio!).
Insomma, non nutro alcuna avversione luddista nei confronti della tecnologia, il cui impatto sociale seguo con passione da oltre trent’anni. Ma nell’ultimo decennio il potere che si è accumulato nelle mani dei grandi del web è diventato via via sempre più allarmante e nei giorni scorsi, quando sono usciti i dati delle trimestrali, persino il Financial Times si è chiesto (nella rubrica Lex) se non sia il caso di preoccuparsi: i colossi del digitale sono diventati «too big to control?», troppo grandi per essere tenuti sotto controllo?
I recenti risultati finanziari di queste aziende sono impressionanti e dovrebbero indurci a riflettere. Lo stesso vocabolo “aziende” suona ormai del tutto inadeguato per descrivere un manipolo di idrovore dell’economia e della finanza che inghiottono e incorporano tutto quello che incontrano sul loro cammino.
Vediamo qualche dato. Amazon ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 450 miliardi (quarta al mondo) e il suo fatturato (36 miliardi di dollari nel primo trimestre 2017) sta crescendo del 25% all’anno. Google-Alphabet ha raggiunto una capitalizzazione in Borsa di 635 miliardi (seconda al mondo) e il suo fatturato sale con lo stesso ritmo di Amazon (+25%). Aggiungiamo Facebook, con un valore di Borsa di 435 miliardi (ottava al mondo).
Facendo la somma, scopriamo che questi tre campioni totalizzano un valore di circa 1.520 miliardi, poco al di sotto del Pil italiano (1.815 miliardi di dollari, stime Fmi 2017). Ma se aggiungiamo gli altri due big dell’high tech, Apple (valore: 754 miliardi, prima al mondo) e Microsoft (532, terza) arriviamo a 2.816 miliardi. Come dire che i cinque big della tecnologia messi insieme valgono il 55 per cento in più del Pil italiano e il 10-15 per cento in più di quelli di Francia (2.420) e Regno Unito (2.500)…

Fonte: pagina99.it 

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