La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 9 maggio 2017

Assemblea Costituente in Venezuela: un passo avanti evitando le zavorre del vecchio Stato

di Guillermo Ceza
Il Venezuela è un Paese sottoposto a una feroce offensiva di guerra economica, comunicativa, diplomatica, paramilitare e finanziaria che, iniziata ai tempi della presidenza di Hugo Rafael Chávez, si è inasprita durante la presidenza di Nicolás Maduro. È anche un processo politico che, ai suoi inizi, con l’ascesa al governo del chavismo nel 1989, partiva con un livello di potere popolare accumulato molto basso, ma che nel corso di diciassette anni è cresciuto in quanto a coscienza e organizzazione popolare, proponendo un dibattito tra le nuove istituzioni rivoluzionarie e il Vecchio Stato; chiamiamo “nuove istituzioni rivoluzionarie” i Consigli Comunali (delle comuni, N.d.T.), le Comuni e tutte le altre forme di espressione della democrazia partecipativa e indichiamo come “Vecchio Stato” le istituzioni vigenti: parlamento, esecutivo, prefetture, municipi, ecc.
Nel processo politico venezuelano coesistono da tempo, si può dire fin dall’inizio, progetti differenti: da una parte quelli che, seguendo la road map ereditata da Chávez formata dal Plan de la Patria y dal Golpe de Timón, continuano a puntare su una transizione a un socialismo basato sulle comuni e, dall’altra, quelli di settori che, sempre puntando al socialismo, scommettono su esperienze caratterizzate da una grande preminenza dello Stato, con una concezione vicina al modello cubano; vi sono poi settori che, identificandosi più con una “Venezuela Potenza” che con una “Venezuela Socialista”, credono in accordi permanenti con settori borghesi, promuovendo modelli vicini a quelli della Cina o della Russia, versioni di un capitalismo di Stato burocratico e mafioso.
Di fronte alla minaccia della destra locale e dell’Impero che li distruggerebbe tutti, si è mantenuta l’unità dei diversi progetti che coesistono nel chavismo, ma i progetti differenti si esprimono anche nella comune resistenza. L’ossessione della destra di sbarazzarsi di Nicolás Maduro ha la sua ragion d’essere: Maduro è uno dei “figli di Chávez” che, nei diciassette anni di governo, si sono mantenuti più integri nelle loro convinzioni politiche e, al timone di una nave che affronta costanti tempeste, si avverte la sua volontà di navigare verso il socialismo. Nel percorso zigzagante della Revolución Bolivariana, è interessante osservare come, per questioni di mera sopravvivenza, settori refrattari al potere delle comuni approvino decisioni del Presidente Maduro che rafforzano le nuove istituzioni, a discapito del Vecchio Stato.
La questione del come far arrivare alla popolazione più umile gli scarsi alimenti disponibili in un momento di crisi che sembrava terminale (aprile – maggio 2016), aveva diverse vie di soluzione e fu per decisione di Maduro che non si seguì la via istituzionale (prefetture, municipi, mercati) ma si distribuirono i prodotti direttamente, appoggiandosi alle organizzazioni di base (i Consigli delle Comuni).
Nacquero così i Comités Locales de Abastecimiento y Producción Solidaria (CLAPS, Comitati Locali di Rifornimento e Produzione Solidale) che riforniscono sei milioni di Venezuelani. L’esistenza dei CLAPS ha alleviato i momenti peggiori della crisi e oggi essi sono una delle istituzioni del Governo bolivariano che godono di maggiore prestigio. Sicuramente, nella vendita dei panieri a prezzo solidale si verificano piccole sottrazioni, ma il controllo sociale riduce questi fatti di corruzione a livelli minimi e ben altro sarebbe accaduto se la distribuzione e la vendita fossero state affidate alle istituzioni del Vecchio Stato.
La destra locale e le centrali di disinformazione dell’Impero hanno tentato di cacciare Maduro attraverso la violenza di piazza, promuovendo colpi di Stato o interventi stranieri; ora reclamano elezioni per quest’anno, quando ciò che è previsto dalla Costituzione è che le elezioni si svolgano nel 2018. Per il 2017 sono previste elezioni negli Stati e nei municipi (governatori e sindaci).
Maduro raccoglie la sfida elettorale e indice Elezioni Generali Costituenti. Il chavismo si sottopone all’esame elettorale nazionale, però sceglie il terreno di battaglia, optando per la Costituente, nella quale si discuterà il progetto di Paese; lì, il chavismo si sente molto più forte che nella difesa di governatori e sindaci (buona parte dei quali sono burocrati assimilati al Vecchio Stato). Inoltre, mentre funzionerà la Costituente, l’Assemblea Nazionale (Parlamento, N.d.T.) avrà meno possibilità di cospirare contro il governo.
Probabilmente il gesto di lasciare l’OEA (Organizzazione degli Stati Americani, N.d.T.), un inutile guscio vuoto ormai fuori tempo anche in termini geopolitici, è complementare a questo passo in avanti sul quale scommette tutto il chavismo, qualcuno per convinzione, altri per necessità.

Fonte: controlacrisi.org 

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.