La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 18 aprile 2017

L’errore di lasciare al M5S la carta della moneta fiscale

di Enrico Grazzini 
Questa Unione europea e soprattutto questo euro non funzionano. La moneta non è neutra. L’architettura dell’euro, costruita a immagine e somiglianza del marco, è strutturalmente deflazionistica e ci soffoca. L’euro è il problema e non solo l’austerità. I vincoli sul deficit pubblico non permettono manovre espansive indispensabili in tempi di crisi; gli Stati sono costretti a indebitarsi in una moneta straniera che non controllano: cioè l’euro stesso. La Bce – caso unico al mondo – non può per statuto monetizzare i debiti pubblici e difendere gli stati dalla speculazione finanziaria. Inoltre l’euro non consente il riallineamento dei prezzi con l’estero, cioè la svalutazione.
Così le nazioni di serie b, meno competitive, vanno inevitabilmente in serie c. Un fatto è certo: la moneta unica per 19 paesi molto differenti tra loro spalanca la porta alla grande finanza che specula sui debiti delle nazioni più deboli; e favorisce invece le nazioni più forti, come la Germania in primis.
Le istituzioni dell’Unione europea, gli organismi intergovernativi come è nell’abc della scienza politica (vedi per esempio gli insegnamenti di Susan Strange), sono strutturalmente non democratici, rappresentano i governi e in particolare gli interessi dei governi egemonici. Anche all’Onu, organo sovranazionale utilissimo, il potere è in mano alle cinque potenze che hanno vinto la II Guerra Mondiale. Nell’Unione europea la Germania e poi la Francia dettano le politiche per tutti i Paesi europei.
Aver lasciato, in nome dell’europeismo, a personaggi come Salvini e Berlusconi, la difesa degli interessi nazionali, è la maggiore colpa della sinistra. Jean-Luc Mélenchon, il candidato della sinistra alternativa in Francia, sta riscuotendo grande successo, si definisce con orgoglio un patriota, dichiara il suo patriottismo economico, mentre noi ci facciamo colonizzare senza reagire da Bruxelles e Berlino. La piccola sinistra italiana scambia l’Europa della grande finanza per l’Internazionale dei lavoratori. Ma senza difendere gli interessi nazionali e la sovranità nazionale (cioè il potere di decidere) è impossibile difendere la democrazia. Così la destra avanza liberamente su campi sconfinati.
Luciano Gallino, con cui ho avuto il piacere e l’onore di collaborare nell’ultima fase della sua vita, era molto critico verso l’euro e prevedeva anche l’uscita dall’eurozona. Lo stanno a testimoniare chiaramente due libri Come (e perché) uscire dall’euro, ma non dall’Unione Europea e Il colpo di stato di banche e governi. L’attacco alla democrazia in Europa, e la sua splendida prefazione al nostro ebook scaricabile sul sito di Micromega “Per una moneta fiscale gratuita. Come uscire dall’austerità senza spaccare l’euro”. Nel suo ultimo scritto il maggiore scienziato sociale italiano era a favore dell’introduzione di una moneta complementare all’euro.
Ma la sinistra non ci ha finora voluto neppure ascoltare e il progetto di moneta fiscale è stato invece finalmente abbracciato – almeno così sembra – dal M5S di Beppe Grillo. In futuro una versione di moneta fiscale complementare all’euro potrebbe anche essere accolta da Berlusconi. Eppure la nostra proposta potrebbe rivitalizzare l’economia ed è certamente di sinistra. Per combattere le diseguaglianze e rilanciare la domanda, proponiamo di assegnare gratuitamente moneta fiscale in proporzione inversa al reddito – in media sarebbero 1000 euro di titoli fiscali all’anno per ogni famiglia -. Proponiamo concretamente di aumentare le entrate delle famiglie per rilanciare i consumi, la domanda aggregata, e così l’economia. Lo stato potrebbe utilizzare la moneta fiscale per il welfare (sanità, istruzione, reddito garantito) e gli investimenti pubblici.
Il nostro è un progetto keynesiano di rilancio dell’economia che la sinistra dovrebbe almeno esaminare con attenzione, se non abbracciare con passione. Eppure ci ha ascoltato con attenzione solo la Cgil. Occorre riconoscere che il M5S è stato assai più pronto a raccogliere questa proposta della sinistra che si vuole alternativa e marxista.

Fonte: Il manifesto 

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