La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 18 aprile 2017

La povertà torna ad essere un crimine (come nel Medio Evo)

di Giorgio Cremaschi 
8.307.000 certificati ufficialmente dall'Istat. Il governo dà una elemosina a due milioni di loro con il consenso entusiasta di CGILCISLUIL, per gli altri jobsact, lavoro gratis e Decreto Minniti. È un classico delle più feroci politiche capitaliste, in Inghilterra andò in scena già nel lontano 1500. Oggi le politiche di austerità, di privatizzazione, il Jobsact, il taglio dei salari e dei diritti producono milioni di poveri. Che poi vengono posti sotto accusa perché non trovano lavoro. Hanno troppe pretese si diceva nei decreti di Enrico VIII e, secoli dopo, nella legge anti poveri inglese del 1834.
Leggi feroci secondo le quali solo una minoranza dei poveri aveva diritto alla pubblica elemosina, mentre la maggioranza di essi doveva solo decidersi a lavorare alle condizioni che offriva il mercato. Basta coi fannulloni, ad essi ci deve pensare la pubblica sicurezza!
Nel 1945, dopo la vittoria mondiale sul fascismo, per la forza del comunismo e del socialismo la povertà e la disoccupazione furono messe in conto alla società, che divenne così responsabile e colpevole del numero dei poveri. Ora si torna indietro e, grazie alla globalizzazione alle politiche della Unione Europea e dei suoi governi, la povertà è tornata ad essere un crimine. Questo è ciò che succede oggi in Italia, dove il governo si vanta di aiutare un povero su quattro e nello steso tempo il Decreto Minniti trasforma la questione sociale in un problema di ordine pubblico. Dallo stato sociale allo stato di polizia. Così tre poveri su quattro vengono abbandonati a sé stessi perché il potere pensa e fa credere che lo siano per colpa loro. Bisogna finirla col buonismo dicono i governanti: non sei disposto a lavorare gratis? Allora sei socialmente nocivo. 
Così, passo dopo passo, il capitalismo attuale ci riporta indietro di centinaia di anni e sono governi che si proclamano liberali, democratici, di centrosinistra, europeisti, a spingere la società verso il Medio Evo.

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