La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 25 aprile 2017

La Liberazione e don Milani

di Giorgio Riolo 
Cari compagni, colgo l’occasione per il 25 aprile e per i prossimi 50 anni dalla pubblicazione di “Lettera a una professoressa” (maggio 1967) e dalla morte di don Lorenzo Milani (26 giugno 1967) per un breve messaggio. La Resistenza, il movimento partigiano italiano compirono il primo atto, decisivo. Onore e gloria. Ma poi si onorano Resistenza e partigiani e partigiane in carne e ossa con il rispetto e la realizzazione della Costituzione, con un continuo processo di emancipazione, del lavoro, dei diritti civili, della cultura, della democrazia ecc. Con la costruzione insomma di una Nuova Italia, semplicemente. Quindi, il fatto che il Pd non partecipi al 25 aprile a Roma, con la solita, ignobile, accusa di antisemitismo ecc. non è solo vergognoso.
È anche l’occasione per dire che i riti, le festività, i cortei, sono importanti (“homo simbolicus”), ma ancor più importanti sono gli atti, sono le politiche concrete che quotidianamente si mettono in campo, per onorare la Resistenza, la Resistenza quotidiana che ognuno/a di noi dovrebbe agire, fare, dai piccoli atti della vita quotidiana alla vita sociale e politica. Il Pd renziano (Jobs Act, Buona Scuola, manomissione Costituzione ecc.) non è proprio nel processo di emancipazione di cui si diceva prima. L’ipocrisia, diceva La Rochefoucauld, è l’omaggio che il vizio rende alla virtù. Pertanto è un bene che partecipino al 25 aprile anche coloro i quali almeno, ipocritamente anche, rendono omaggio alla Resistenza.
Invece, ad maiora, tra i tanti passaggi nella nostra storia, dalla Resistenza in avanti, nel senso della Nuova Italia e con un potente effetto liberatorio, per credenti e per non credenti, una vicenda esemplare è quella di don Lorenzo Milani. Proprio in questi giorni esce la raccolta completa delle sue opere, delle lettere, degli scritti vari. Finalmente un papa gli ha reso onore. Papa Francesco non solo lo ha letto, sulla scorta del suo confratello gesuita, la buonanima del Cardinale Martini, ma alla presentazione dell’opera nei giorni scorsi a Milano ha inviato un messaggio video. Piccolo riscatto per il prete scomodo, dalle gerarchie in vario modo perseguitato.
Vorrei condividere con voi riproponendo una nota introduttiva in preparazione all’incontro del luglio 2012 dedicato a don Milani e alla “Lettera a una professoressa”. Chi vuole e ha tempo può ascoltare la registrazione in formato mp3 dell’incontro in http://www.giorgioriolo.it/invito-alla-lettura2011-2012.html (nella pagina che compare è l’ultimo incontro, in basso).
Infine a Vigevano si svolgeranno incontri vari entro la “Scuola di cultura e politica Rosa Luxemburg”. In allegato i primi tre incontri, tra i quali a giugno uno dedicato proprio a don Milani. Vi allego il programma per vostra conoscenza.

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