La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

mercoledì 29 marzo 2017

Russia: l’eroe della democrazia celebrato dai nostri media è un nazionalista razzista xenofobo?

di Maurizio Acerbo 
Pare di sì leggendo questo resoconto del 2011 dal sito della britannica BBC: Moscow nationalist rally hears attack on Putin partyUn tipo in questi giorni è diventato una celebrità internazionale per il fatto che facendo una manifestazione non autorizzata si è fatto fermare dalla polizia insieme ai suoi sodali. Il comune aveva autorizzato la manifestazione in un luogo ma lui avrebbe risposto in un video “i divieti non mi interessano” convocando i suoi seguaci in centro. Son seguiti fermi e identificazioni. Cosa normale anche in Italia o altrove: se fai una manifestazione non autorizzata – come è capitato a tanti di noi rompiscatole – puoi incorrere in denunce, processi, condanne e nell’intervento più o meno duro delle forze dell’ordine.
Questo “eroe” è stato condannato a 15 giorni di reclusione e a una multa di 330 euro (io ne presi 9 e senza resistere a pubblico ufficiale come ha fatto questo blogger russo che in Italia avrebbe probabilmente preso una condanna di maggiore entità e qualche manganellata). Per questa protesta – nel mentre si manganellavano i no tap e si sequestravano a Roma i no tav che non sono mai arrivati sabato alla manifestazione di sabato – si sono sperticati tutti i governi europei come ci riferiscono Repubblica e Corriere della Sera che in questo genere di campagne sono sempre in prima fila.
Il tipo si chiama Alexei Navalny e nel 2011 la BBC (non un gruppo di filoPutin) scrive che partecipava a un “evento in cui slogans razzisti erano urlati dalla folla” e denunciava “problemi che sono taboo in parlamento, in televisione, ecc.”. Quali erano i problemi che angustiavano questo eroe per i media occidentali “democratici” e “liberali”? “Noi abbiamo problemi con l’IMMIGRAZIONE ILLEGALE, abbiamo il problema del Caucaso, noi abbiamo un problema di CRIMINI ETNICI…,” lui diceva.
“Il fatto che le nostre autorità ipocritamente pretendono che questo genere di problemi non esistono spinge la gente a discuterli solo in strada, alla Marcia Russa”. Sempre la BBC ci informa che a questa Marcia Russa si sventolavano bandiere con le insegne imperiali del periodo zarista, c’erano slogan razzisti contro i non-Russi, particolarmente provenienti dal Caucaso e ovviamente discorsi di esponenti dell’estrema destra.
Praticamente tutti gli ingredienti per mandare in estasi Trump, Salvini, Farage, la Le Pen, Casa Pound e Forza Nuova.
Certo è paradossale che i nemici di Trump che l’accusano di farsela con il nemico russo arruolino un trumpista doc per farne una specie di Martin Luther King.
Ho letto che questo signore viene paragonato a Julian Assange o a Erin Bronkovich ma sarebbe stato più opportuno paragonarlo a qualche esponente della destra populista, xenofoba e fascistoide. In una lunga e assai interessante intervista del 2015 uno dei più importanti studiosi americani della Russia Stephen F.Cohen diceva di Alexei Navalny che aveva preso il 30% nelle elezioni dalla carica di sindaco di Mosca “è troppo nazionalista per il gusto di un sacco di democratici”.
Quanti tg e giornali in questi giorni nel mentre mostravano le immagini di questo blogger vittima di Putin vi hanno spiegato chi era?
Ricordate Euro-Maidan in Ucraina quando media dimenticavano di dirci che in piazza c’erano organizzazioni neonaziste paramilitari e politicanti occidentali andavano a promettere sostegno a questi campioni della democrazia?
D’altronde son stati capaci di raccontarci che integralisti islamici erano combattenti per la democrazia in Siria. Possiamo aspettarci di tutto ed è bene non farsi prendere in giro.
Appare evidente che il giochetto è sempre lo stesso.
Media e opinionisti che si prestano a queste campagne non se la prendano se qualcuno poi li accusa di diffondere fake news e di essere dei megafoni della Nato.
Non facciamoci arruolare nella nuova guerra est-ovest.
Lavoriamo per la pace e la cooperazione tra i popoli.
Non beviamoci la propaganda da qualunque parte provenga.

P.S.: speriamo che Salvini non legga questo post altrimenti diventa anche lui un supporter di questo Navalny.

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