La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

mercoledì 22 marzo 2017

Miseria dell’esistente e stolidità del potere. Storie del ’68

di Paolo Brogi
Sto scrivendo “storie” del ’68, il libro uscirà in autunno per Imprimatur. E m’imbatto spesso nell’oscurità di quei tempi che sono richiamati dalle decisioni stupide e dai grembiuli imposti a scuola, mentre nel mondo s’inferociva la guerra in Vietnam. Un divario impossibile da colmare. È un po’ la stessa sensazione che si prova a Swansee dove in una palazzina bidermeier in cui si tenevano festicciole e che s’affaccia su un ameno laghetto berlinese i burocrati nazisti guidati da Heydrich misero a punto la Shoah. Un’orrida separazione tra il presente delle porcellane ereditate dal passato e il più fosco dei futuri.
Nel ’68 e poco prima la miseria dell’esistente è spesso accompagnata anche dalla stolidità degli apparati. E anche questo ha remato a favore: qui la procedura è davvero internazionale, interessa democrazie occidentali, paesi del terzo mondo, le dittature dell’est. Il cemento sembra essere la cecità di questo o quel centro di potere.
Perché a Varsavia il 16 gennaio del 1968 si vieta la messa in scena di un autore del 1800 come Mickiewicz? Il testo antizarista è addirittura pericoloso…
Certamente l’occasione di assistere allo spettacolo può contribuire ad accendere gli animi contro il nuovo zar, l’Unione sovietica. Ma quanta premura, addirittura censurare Mickiewicz.
La mobilitazione e la protesta che ne nascono segnano l’inizio di un movimento più largo che sarà il ’68 in Polonia. Per la serata Mickiewicz due esponenti del dissenso, Adam Michnik e Szlafer, sono arrestati ed espulsi dall’università. È contro queste misure che ha luogo la prima grande manifestazione l’8 marzo…
Andiamo un po’ a ritroso. Il Free speech movement nasce in America quando il 14 settembre 1964 la presidenza di Berkeley in California vieta all’improvviso agli studenti il diritto di fare propaganda politica nel campus…Segue una mobilitazione che diventa un grande trampolino di lancio per ogni attività antisistema successiva. Altro che delimitazione del campus californiano…
A Berlino, nella libera Berlino, il rettore della Freie Universität (Libera università!) vieta l’8 aprile del 1965 di accogliere nel grande anfiteatro il giornalista dello Spiegel Erich Kuby reo di aver criticato l’istituzione… L’Sds ne fa un cavallo di battaglia.
A Milano nel maggio del 1967 il rettore dell’Università cattolica del Sacro Cuore vieta al giornale degli studenti di pubblicare un articolo sul divorzio. Gli studenti se lo ricorderanno in autunno quando la Cattolica diventa una delle prime università occupate d’Italia.
C’è chi le liquida come gaffe. Ma sono davvero gaffe?
Oppure l’inevitabile prosecuzione di costumi che emergono come inaccettabili relitti dentro un mondo in continua trasformazione?
Al liceo Mamiani di Roma all’inizio del ’68 l’ingresso di maschi e femmine è differito. Prima le femmine, poi una decina di minuti dopo possono entrare i maschi. Che cosa si cerca di impedire con questa diversità di tempi?
Le femmine che hanno il grembiule devono raggiungere le classi al primo piano dove ci sono le aule. Salendo le scale inevitabilmente mostrano sotto i grembiuli un po’ di gambe.
I maschi non devono assistere a questo spettacolo. Ecco che cosa deve essere impedito.
Il grembiule dei licei italiani, questo tristissimo indumento con tanto di colletto stondato, è accompagnato in qualche scuola anche da giacca e cravatta per i maschi. Chi non ce l’ha non entra. Accade anche in provincia, un esempio è Rimini.
Guai in questo contesto a occuparsi di problemi sessuali, al liceo Parini di Milano nel 1966 i ragazzi redattori del giornalino La Zanzara se la sono vista brutta e sono diventati un caso nazionale. Avevano osato scrivere di ragazze e sesso…
L’avvocato Antonio Zavoli, dirigente del Circolo Maritain di Rimini, ha ricordato:
"Ho fatto più di cento processi, ovviamente gratis, in difesa dei compagni…Ricordo di un compagno per il quale dovetti fare come avvocato quattro domande di libertà provvisoria, e solo alla quarta lo misero fuori, perché aveva commesso il gravissimo reato di dare del “tu” al preside Ceccarelli. Avendo riferito il preside che lo studente gli aveva dato del tu, quest’ultimo venne denunciato e arrestato per oltraggio a pubblico ufficiale."
Del resto più in generale l’Italia poi è quel fantastico paese dove l’adultera donna può finire in carcere mentre per l’uomo l’adulterio non esiste. Sarà così fino al dicembre del ’68, quando almeno questa miseria verrà tolta di mezzo.
È un mondo di ipocriti e buffoni, in rappresentaza di un ordito più vasto e capillare, quello che si para innanzi agli studenti in tante parti del mondo. Un mondo autoritario, in cui questi meccanismi dell’ordine devono servire a mantenere oliata la macchina del consenso e della sua riproduzione.
La più grande delle potenze è impegnata testardamente e sanguinosamente a fare la più sporca delle guerre contro il piccolo popolo del Vietnam, rovesciando ogni giorno bombe micidiali e quell’orrendo napalm che strappa la carne di dosso su una popolazione sostanzialmente inerme.
E intanto c’è chi pretende grembiuli a scuola…

Fonte: ytali.com 

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.