La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

mercoledì 4 gennaio 2017

Tariffe di luce e gas, pensioni in ritardo e banche rapaci: il buon anno ai cittadini

di Mario Agostinelli 
Stupefacente la coda stamane all’ufficio postale. Comprensibile l’aumento della fila per la sospensione del servizio dovuto alle vacanze natalizie, ma sorprendente la rabbia che agita la coda ignara: con una decisione ministeriale e della direzione Inps, le pensioni non saranno più accreditate il primo del mese. A partire da gennaio, la pensione arriverà con qualche giorno di ritardo rispetto il solito. A renderlo noto sono sia l’Inps che le Poste Italiane, specificando che lo slittamento al secondo giorno bancabile non riguarda solo gennaio, dove il pagamento avverrà il 3, bensì, secondo quanto dispone il decreto, anche i mesi successivi.
Una bella botta per i pensionati la cui faccia non compare mai nei decreti ministeriali e nelle inchieste dei giornali. Si trovano di colpo che la “fine mese” sudata a stento è spostata di due giorni solo per l’incasso, mentre tutto il resto rimane invariato. Quindi è stato normalmente accreditato il 27 del mese precedente il pagamento del gas, del telefono e della luce; è stato confermato al primo gennaio (anche se risulta “data non bancabile”) la riscossione del pagamento sulle carte di credito; sono stati riscossi il 31 di dicembre i costi bancari per i servizi resi nel 2016 – ormai superiori agli interessi dovuti ai conti correnti depositati.
Facciamone un bilancio: i pensionati in fila, assai irritati, si trovano a non disporre del contante per due giorni in più, mentre hanno già saldato il debito con carta di credito, telefono e gas e sono, così, probabilmente andati per qualche giorno in “rosso”. Crimine che la banca farà pagare loro caro, a meno che facciano parte di quelli che non campano di sola pensione. In sostanza l’Inps lucra interessi sull’impiego di un enorme capitale versato con due giorni di ritardo, le banche riscuotono il “rosso” imprevisto dai loro correntisti, i risparmiatori ci rimangono… di stucco.
Ma non è finita: in coda ho potuto rammentare che dal prossimo 1° gennaio per la famiglia-tipo la bolletta dell’elettricità registrerà un aumento dello 0,9%, mentre per il gas l’incremento sarà del 4,7%. È quanto prevede l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori in tutela per il primo trimestre 2017, comunicato dall’Autorità per l’energia e gas. Se per la bolletta elettrica si registra un leggero incremento, più marcato è l’aggiustamento per la bolletta gas, su cui incide anche l’aumento delle quotazioni per il maggior consumo legato alla stagione invernale (che è stata peraltro fin qui la più calda del secolo).
In termini burocratici il ministero spiega così: “Nel primo trimestre del 2017, l’andamento del prezzo dell’energia elettrica è determinato principalmente dall’atteso aumento della componente a copertura dei costi di acquisto sul mercato italiano all’ingrosso, sempre più collegato con gli omologhi mercati elettrici continentali sui quali si sono recentemente verificati forti rialzi, anche in ottica prospettica; aumento compensato dal calo dei costi di dispacciamento (i costi sostenuti dal Gestore della rete Terna per il mantenimento in equilibrio e in sicurezza del sistema elettrico). Le componenti relative alle tariffe di rete e agli oneri generali di sistema, la prima in crescita e la seconda in forte calo, invece, si sono sostanzialmente bilanciate, anche per gli effetti su entrambe dell’applicazione del secondo “gradino” della riforma delle tariffe per i clienti domestici. La variazione nel gas è sostanzialmente legata alla crescita della componente “materia prima”, ovvero all’aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all’ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali (le quotazioni forward per il prossimo trimestre sul mercato all’ingrosso di riferimento per la sola materia prima segnano prezzi in aumento del +19,1% rispetto al quarto trimestre 2016); leggero incremento anche per la componente relativa al trasporto. Aggiustamenti in parte controbilanciati da una decisa riduzione della componente a copertura del meccanismo per la rinegoziazione dei contratti di lungo termine, un sistema che ha favorito la riduzione dei prezzi all’ingrosso del gas”.
Insomma, latinorum della specie peggiore e più sottile, per spiegare che la propaganda di servizi migliori e di un passo indietro di banche ed enti pubblici a favore di risparmiatori e cittadini sono solo spot per darla a bere ai gonzi.

Fonte: Il Fatto Quotidiano - blog dell'Autore 

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