La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

sabato 7 gennaio 2017

Amaro Partigiano, il liquore "etico". Gli operai licenziati s’inventano l’impresa

Una fabbrica “liberata” a Milano e un circolo Arci che gestisce un museo dedicato alla Resistenza sulle colline di Fosdinovo: da questa singolare sinergia nasce un progetto di mercato alternativo, con il lancio dell’Amaro Partigiano, con tanto di benedizione da parte di chi, come Giorgio Mori, presidente dell’Anpi Massa-Carrara, partigiano lo è stato davvero sul campo di battaglia. Sarà realizzato rigorosamente con ingredienti lunigianesi, seguendo una ricetta messa a punto grazie alla consulenza di un antico laboratorio artigiano della zona ma verrà effettivamente prodotto a Milano, in una fabbrica abbandonata, occupata e liberata, oggi impegnata nella costruzione di una rete per un mercato equo, libero e solidale.
Il 2017 si aprirà con il lancio di una campagna di raccolta fondi di scala nazionale per la produzione dell’Amaro Partigiano.
Si tratta di un’idea del circolo Arci Archivi della Resistenza di Fosdinovo, quello per intenderci che gestisce il museo audiovisivo dedicato ai partigiani e che ogni anno organizza per il 25 aprile una festa da 10 mila visitatori: a produrre materialmente il liquore sarà Rimaflow, la fabbrica “liberata” di Trezzano sul Naviglio dove 330 lavoratori, dopo essere stati letteralmente “scaricati” dalla proprietà – che come nella più classica delle vertenze dei giorni nostri, ha deciso di delocalizzare in Polonia per abbattere i costi di produzione – si sono rimboccati le maniche e si sono buttati sul mercato equo e solidale, mettendo al centro della loro attività non il profitto ma il lavoro etico.
Si tratta è bene precisarlo di un’operazione senza fini di lucro: quando Amaro Partigiano arriverà sul mercato, i proventi delle vendite saranno destinati alle attività del Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo e ai progetti “sociali” di Rimaflow. Per produrre il liquore però servono attrezzature e macchinari, di qui il lancio del crowdfunding subito dopo la conclusione delle feste natalizie.
«Il liquorificio servirà a creare posti di lavoro all’interno della fabbrica abbandonata e a sostenere progetti per la costruzione di alternative al sistema di produzione corrente», spiegano le due associazioni coinvolte. «Amaro Partigiano non è un prodotto, è uno strumento che mette in relazione Archivi della Resistenza e Rimaflow per promuovere valori quali il recupero della memoria, lo studio della Resistenza e il lavoro etico: questo rientra nei nostri obiettivi per la costruzione di una rete che permetta di scambiare beni e servizi… Non siamo i grandi produttori che stampano due milioni di magliette di Che Guevara solo per fare soldi», spiegano da Rimaflow, assicurando che si tratta di un mercato rivolto a chi è intenzionato a fare “acquisti etici”.
Obiettivi e motivazioni condivisi da chi partigiano lo è stato veramente sul campo di battaglia come Giorgio Mori, 94enne presidente onorario dell’Anpi di Massa-Carrara e protagonista della lotta di Resistenza a Carrara: «Questo è un progetto che ha caratteristiche sociali evidenti perché creato da un gruppo di compagne e compagni metalmeccanici la cui fabbrica è stata chiusa. Loro hanno reagito con l’aiuto dei ragazzi di Archivi della Resistenza, e hanno messo in piedi un’operazione che sostiene progetti condivisi, legati alla memoria della Resistenza e al lavoro etico», commenta Mori.
Il presidente onorario di Anpi Massa-Carrara ha sposato fin da subito il progetto quando è stato informato dai “ragazzi” di Archivi della Resistenza di Fosdinovo, di cui è spesso ospite: «Il mio parere di vecchio partigiano è che sono felice e voglio ringraziare tutti questi giovani: è un’iniziativa che dimostra come anche i lavoratori davanti alle avversità possano reagire nel modo giusto, inventandosi nuove forme di lavoro. Quando mi trovo davanti a queste cose – rivela sorridendo Giorgio Mori – sono invaso da una carica di ottimismo giovanile nonostante la mia età», conclude il partigiano.
Finalità sociali e obiettivi nobili con tanto di benedizione di un eroe della Resistenza carrarese: “Amaro Partigiano” nasce dunque sotto i migliori auspici. È lecito domandarsi che sapore avrà. «Il gusto è il risultato di un’accurata selezione di nove ingredienti ispirati alla vita nei boschi della Lunigiana durante la Resistenza», spiega Alessio Giannanti, di Archivi della Resistenza, annunciando che “i produttori” sono a caccia di pareri, consigli e assaggiatori volontari.
«Abbiamo prodotto una “versione beta”» spiegano da Fosdinovo, precisando che il prezzo di “Amaro Partigiano” è fissato a 15 euro. Chi volesse contribuire al progetto e testare la “versione beta” del liquore può scrivere a info@archividellaresistenza.it, telefonare al 3470004950 e visitare il sito www.amaropartigiano.it.

Fonte: Il Tirreno 

Nessun commento:

Posta un commento