La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

giovedì 29 dicembre 2016

MPS e la troika come grande elettore del Pd

di Il Simplicissimus 
A volte dispiace essere buoni profeti, cosa che in Italia purtroppo accade sempre più spesso, e così anche la previsione che i 20 miliardi accantonati dal governo per salvare Mps e le altre banche in sofferenza avrebbero pesato sui bilanci e favorito l’ingresso della troika al governo diretto del Paese si rivelata ahimè esatta nonostante le smentite di Padoan e il coro quasi unanime dei media. Infatti da Bruxelles e forse sarebbe meglio dire da Berlino sono arrivate due letterine in cui si fissa in 8,8 miliardi il fabbisogno di denaro per salvare Mps e si dettano anche le modalità con cui l’operazione dovrà essere portata a termine che poi sono le medesime adottate per la Grecia, come riconosce persino il Sole 24 ore.
Nella sostanza, il fatto di non concedere deroghe sul debito e sulle banche in crisi non ha altro scopo che spingere il governo a richiedere un intervento del Mes (Meccanismo europeo di stabilità) che per statuto chiede come contropartita massacri sociali, ovvero l’applicazione delle ricette e dei diktat della troika, quel cieco rosario di ricette economico -trash cui si ispira la Ue e che convengono solo all’egemonia continentale tedesca, valvassore dei poteri finanziari globali. Si tratta dunque di una mossa politica delle oligarchie europee che ormai vogliono stroncare definitivamente l’Italia e ridurla allo stato della Grecia per papparsela completamente ed evitare eventuali sorprese. Naturalmente tutto questo lo si deve all’inazione o all’azione delirante di Renzi e del suo governicchio Napolitano dipendente che le ha sbagliate proprio tutte lasciando il nuovo governo fotocopia senza armi per evitare il peggio.il peggio per noi s’intende.
Ma mi chiedo se questo ceto politico e il suo partito più rappresentativo, ovvero il Pd, nonché padrone reale del Montepaschi, vorrebbe davvero evitare il peggio, anche qualora ce ne fosse la possibilità. Io penso proprio di no: mettere l’Italia nelle mani della troika, svenderla a Berlino è l’unico modo per cercare di conservare il potere residuo di fronte alla totale perdita di credibilità e a un consenso espresso solo dai clientes e dai padroni dei media e delle banche: se non può più sperare nel consenso si può però agire sul terrore insito in una Ue ormai decotta che tutto questo porti a una svolta politica capace di rimettere in discussione i trattati, le colonne portanti della costruzione europea oligarchica e iperliberista, come la straordinaria vittoria del No fa presagire. E dunque la troika diventa il suo maggior elettore, la sua impalcatura di sostengo, tanto più che alla peggio può scaricare ogni responsabilità su poteri esterni e tentare un’operazione di riverginamento. E’ un ultima spiaggia che potrebbe piacere molto a qualche presidente emerito affetto da demenza senile, tanto che quasi quasi verrebbe da pensare come errori e distrazioni sulla questione bancaria, ovvero sul quel gigantesco sistema Ponzi che è ormai la finanza, siano più frutto di un lucido disegno per far commissariare il Paese dalla troika, piuttosto che il frutto di spontanea cialtroneria e subalternità.
Comunque sia c’è da aspettarsi una nuova stagione di massacri sociali, di nuova austerità, sacrifici e impoverimento le cui conseguenze verranno affrontate con un aumento della repressione e nuove torsioni autoritarie che può essere evitato solo con una grande mobilitazione popolare e con la definitiva rottura della finzione di rappresentanza che va vanti ormai da due decenni.

Fonte: Il Simplicissimus 

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